Vomito
Lo schifo rimbomba dai giornali alle tv, dai blog ai siti internet.
A me a leggere di questi propositi di sanzione nei confronti di Fazio, mi viene il vomito.
Qualcuno invece si lamenta per il fatto che Fazio si dichiarasse in disaccordo con le parole del cronista giudiziario, senza considerare che l'ha lasciato parlare.
L'ha lasciato parlare, questo è il bello.
Sinceramente io non c’è l’ho con Fazio, perché non mi è parso così funzionale agli stronzi, mi è parso invece un sincero comportamento alla “vorrei ma non posso”, certo non gli faccio una statua, ma ai miei occhi la sincerità del suo essere mogio era abbastanza evidente e c’è da dire che invitare Travaglio al proprio programma non è che sia così facile.
E’ cosi cattivo quell’uomo, c’è quasi il rischio che ti rubi la fidanzata.
Il giornalismo con la G maiuscola, quel cane da guardia della democrazia che per fortuna ogni tanto ringhia e sbava, facendoci far pure due risate che non guastano mai, lo vogliamo all'angolo, così il torinese fa la parte del secchione (nel senso di rigoroso giustiziere) e dell'anarchico (non rispetta la scaletta di Rai2), dipende dai punti di vista, ciò che importa è che sia emarginato.
E' un gioco mica nuovo, la censura moderna è l'emarginazione, Grillo, Biagi, Luttazzi, Santoro..ora Travaglio?
Il sistema è semplice, la notizia è democratica, la veridicità della notizia non si basa più sulle sue fonti buttate nel calderone del relativismo (c’è chi continua a dire che le “tesi” di Travaglio sono indimostrabili) che a volte fa comodo, si basa sulla maggioranza, un metodo di lachmann adattato ai comodi dell'agenda setting politica.
Lasciamo pure che certe notizie siano diffuse da Travaglio e Di Pietro, sappiamo già che un terzo degli italiani le riterrà a priori false, fastidiose o inopportune per questione di fazione.
Lasciamo che la classe politica scelga i rami giusti da cui scegliere le notizie più mature visto che in tema di maturità a questi politici non gli insegna niente nessuno.
Mi stanno convincendo.
Mi stanno convincendo a tal punto, che ieri dopo essere stato pestato da un nazi non ho detto niente a mia mamma per paura che mi accusasse di minare il dialogo.
Certo magari non era proprio un nazi, o meglio…non si è presentato, mi scuso, aveva il bomber, gli anfibi e la testa rasata, scusate ho generalizzato un po’.
Non vorrei mai minare il dialogo tra comunisti e nazisti, non scherziamo, ci tengo io.
La prossima volta prima di farmi pestare gli chiedo di mettermi un fazzoletto in bocca, così almeno non ci sente nessuno.
Ciò che è certo è che il partito democratico non riceverà mai il mio voto finché conterrà persone come la Finocchiaro: “Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del Presidente del Senato, in diretta tv sulle reti del servizio pubblico, senza che vi sia alcuna possibilità di contraddittorio” o Follini: “Nella politica come nell’informazione occorrono rispetto e misura. Travaglio non ci trascinera’ di certo nella giungla”.
Mine antidialogo
Travaglio è accusato dallo stesso Schifani di “minare il dialogo”, chiaro è il sintomo di un disagio dinnanzi a professionisti della verità che vanno a intaccare quell’aura di ipnosi collettiva che si vorrebbe omnicomprensiva.
Questi personaggi qui (Grillo, Travaglio, Luttazzi) che non accettano di portare il calice dell’ipocrisia e salutare cordialmente colui che attimi prima inveiva e insultava (vedi Travaglio – Sgarbi), non vanno bene, ragazzi.
Si potrebbe dire che sono troppo fuori dal coro, se di coro si potesse parlare, ma non vorrei mai offendere il dizionario italiano, bisogna essere precisi, in un coro se il “messaggio” è lo stesso, almeno le voci cambiano. Più che un coro sembra una marionetta davanti a un caleidoscopio.
Quindi si parla di “minare il dialogo” come se il giornalista fosse uno di casa che andasse a lavare in piazza i panni sporchi, ma dai Marco, che fai?
Vai a raccontare le nostre cose? Tutte le famiglie hanno qualche problema, su, dai, hai venduto qualche libro, ora basta, torna al pascolo che gli altri stanno aspettando.
Magari qualche altra pecorella si accorge di poter arrivare alla quarta settimana senza dover fare la parte della mutanda del redattore. Raccogliere la merda?
Ed ecco quindi che l’abitudine fa il gioco della casta, l’autoperpetuarsi del potere sporco e corrotto, per cui Di Pietro nel difendere Travaglio sembra un attore quanto Finocchiaro nel difendere la status quo, Di Pietro può difendere Travaglio ma, da questa parte della trincea mediatica, non appare come un difensore della libertà di espressione e stampa, ma come l’attore chiamato “il giustizialista”, quello lì che tanto è già stato giudicato e ogni sua parola non viene neanche pesata e analizzata, riceve il timbro e il suo costume di scena un attimo prima di comparire sul giornale.
Così l’abitudine a una stampa di partito, a un giornalismo italiano storicamente d’opinione e non d’informazione, ci fa incazzare come cittadini, a noi le malefatte di Berlusconi interessano solo poco prima delle elezioni, ci serve un aiuto a muovere la matitina.
Non c’è ne frega un cazzo a noi della questione morale, figuriamoci di un giornalismo libero, cane da guardia della democrazia.
Capiamoci ragà, di quale democrazia stiamo parlando?
Ho però pure i miei piccoli e miseri motivi per godere. Sono questi:
Daniele Martinelli
Megachip
Comedonchisciotte
La Stampa
Osservatorio sulla Legalità
Ccsnews
Voce d’Italia
Casa della legalità
Uguale per tutti e spero tanti altri...
Leggere altre opinioni riguardo a questa storia mi ha aiutato a riflettere (forse solo a calmarmi) e quindi a dare spazio ad un altra angolatura nell'osservazione del caso Travaglio-Fazio-Schifani.
Ecco la trascrizione della parte del discorso incriminata:
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Fazio: però scusa questo è anche un impietoso giudizio nei confronti delle persone, dei giornalisti, perché poi come ci insegnavano alle scuole medie i giornali li fanno i giornalisti ..
Travaglio: certo, noi abbiamo delle responsabilità gravissime in un sistema che premia coloro che si mettono al servizio dei politici, anche nella scelta delle notizie, perché i giornalisti sbagliano magari, ma un senso di cosa è una notizia e cosa no ce l’hanno, è chiaro che se il clima politico induce a un clima diciamo di distensione fra l’opposizione e la nuova maggioranza, Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi? Io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi perché non lo vuole né la destra né la sinistra; e io che c’entro con la destra e con la sinistra? Loro prendano le posizioni politiche che vogliono ma io devo fare il giornalista, io devo raccontarlo. L’ha raccontato Lirio Abbate bel libro che ha scritto con Gomez e viene celebrato giustamente come un giornalista eroico minacciato dalla mafia, allora, o hanno il coraggio di dire che Lirio Abbate è un mascalzone, è un mentitore, oppure hanno il coraggio di prendere nota di quello che scrive della seconda carica dello stato e chiedere semplicemente alla seconda carica dello stato di spiegare quei rapporti che sono stati poi condannati per mafia. Invece noi, purtroppo, andiamo a rimorchio del clima politico, se ci fosse scontro qualcuno dice “Vabbè, alla sinistra fa comodo, lo scrivo”, oggi che nemmeno la sinistra vuole sentir parlare di queste cose non ne parla più nessuno. E’ un dramma.
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Mise en abyme:
“è chiaro che se il clima politico induce a un clima diciamo di distensione fra l’opposizione e la nuova maggioranza, Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi? Io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi perché non lo vuole né la destra né la sinistra; e io che c’entro con la destra e con la sinistra?”
Ho voluto riguardare (riascoltare sopratutto) più di una volta il video, perché stavano riuscendo a convincermi che Travaglio avesse affermato che Schifani aveva amicizie mafiose ma in realtà la frase “Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi?” è chiaramente una domanda retorica che fa da esempio e corollario alla spiegazione di come, secondo lui, funziona la scelta delle notizie in una situazione di non-contrapposizione politica.
La nuova angolazione, che sfocia quindi da varie opinioni disperse per la rete e da articoli come questo è la seguente:
- Travaglio ha affermato che Falcone ha condotto un programma Tv, qualcun altro dice che era solo ospite e neanche molto contendo di esserlo; *
- Travaglio nello spiegare quanto il sistema giornalistico dipenda dai capricci di una casta politica caratterizzata da un modus operandi più consono a una piovra, non ha specificato che Schifani era socio di quelle persone 18 anni prima che venissero scoperte per mafia e che quindi Schifani non ne sapeva probabilmente niente;
- Travaglio nel dire quelle frasi riguardo a Schifani, avrebbe dovuto sottolineare che Schifani NON è un mafioso, nonostante fosse una precisazione inutile per il suo discorso, perché altrimenti gli ascoltatori possono pensare, in prima battuta, che Schifani abbia avuto legami con la mafia quando in realtà non è così (…), in seconda battuta gli ascoltatori ammorbati dall’informazione “alla Travaglio” (che occupa giornali e televisioni ormai a qualunque ora, che proprio non ce la facciamo più) potrebbero convincersi che “sono tutti mafiosi”;
- Travaglio quindi non fa giornalismo, fa antipolitica; (Chiaro, no?)
- Travaglio non doveva affermare che dopo Schifani c'è solo la muffa. Perché Schifani ricopre la seconda carica dello stato quindi rischia il vilipendio e perché tra Schifani e la muffa c'è un altro bel po' di gente;
- A noi sembrava che il problema fosse l'informazione imbavagliata e di regime. Sbagliavamo. Travaglio è il nostro problema, non è abbastanza preciso e fa antipolitica.
Il vero giornalismo è quello di Filippo Facci, Vespa, Rai2, l'Unione Sarda, Studio Aperto.
Loro sono precisissimi.
Chiederei a Travaglio, perché non credo che D'Avanzo, autore dell'articoli linkato un po' più su, l'abbia chiesto:
"[Vi] appare sufficiente quel rapporto lontano nel tempo - non si sa quanto consapevole (il legame tra i due risale al 1979; soltanto nel 1998, più o meno venti anni dopo, quel Mandalà viene accusato di mafia) - per persuadere un ascoltatore innocente che il presidente del Senato sia in odore di mafia. Che il nostro Paese, anche nelle sue istituzioni più prestigiose, sia destinato a essere governato (sia governato) da uomini collusi con Cosa Nostra ???"
Per ora posso solo dire che da ascoltatore innocente non sono stato persuaso a niente e che sono queste “Per quanto mi riguarda ascoltare Travaglio o guardare la Famiglia Addams è la stessa cosa, almeno finché non sono costretto a pagare io con il canone. Se uno l'assume, però, sa a cosa va incontro e deve farsi carico dei debiti e dei crediti. Bisogna prendersela con chi l'ha assunto.” le cose che tutti noi vogliamo sentire in tv, robe precise, equazioni.
* (Siccome anch’io faccio antipolitica neanche mi spreco a controllare chi ha ragione)